12-05-2008 12:17

San Domenico e il rito dei Serpari

 

-Irresistibile Cocullo-

Il  sole è gia alto e illumina monte Civella. Mi alzo, sono gia ... pronto, dalla Valle del Giovenco percorro la "strada scalera" (marsica-Sannitica) direzione Cocullo; poco dopo sono gia lungo il viale che collega la stazione Fs. con il paese. Sono circa le otto e mezza e le strade sono come un formicaio frenetico in piena attività. Nella chiesa di S. Domenico è quasi impossibile entrare, numerosi devoti sono in fila, una marea umana avanza lenta verso la statua del santo, si ripete il rito di prendere un pò di sabbia benedetta, e di suonare una  piccola campana tirando la catena con i denti  per invocare la protezione del Santo contro i morsi dei cani rabbiosi ed il mal di denti. La piazza principale è gremita di persone e serpari che orgogliosi mostrano i loro trofei. Capannelli di persone quà e là ammirano serpi e serpenti. I più audaci osano toccarli, prenderli in mano o tenerli intorno al collo per una foto ricordo. I più coraggiosi sono i ragazzi, ma coraggio e paura vanno a braccetto. Cervoni e serpari sono vere e proprie attrazioni. Serpenti sinuosi, tranquilli, ti seducono, ti guardano, ti ipnotizzano, ti catturano,  ti fanno osare. Poi passa un  serparo, col suo carico di frustoni neri, le mani ferite, graffiate dai  morsi del biacco e un po' di eccitazione e paura pervade gli animi. Più in là due serpare (incantatrici di serpenti come la Maga Angizia) mostrano orgogliose i loro docili serpenti che passano di mano in mano per le foto di rito. Le vie del paese sono un fiume in piena, sfilano le donne in costume sulle cui teste fanno mostra canestri pieni di ciambelle. Finalmente esce la processione con la statua di S. Domenico avvolto da serpenti. Tanta, tantissima gente, forse troppa per questo piccolo paesino che conta circa 102 anime. Curiosi e devoti del Santo vengono da ogni dove, con ogni mezzo: Pullman, macchine,Treni, moto e biciclette. Dopo la processione e lo sparo la calca lentamente si scioglie, ognuno riprende il suo cammino, la festa continua fino a sera, i più si avviano verso i luoghi di origine. Tornano a Milano, a Firenze, ad Ascoli Piceno, a Cassino ecc... da Trieste invece una coppia ha deciso di trasferirsi a Cocullo e si è sposata durante la festa. Hanno scelto di vivere nella quiete di questo piccolo angolo di  paradiso d'Abruzzo. Anche le bisce torneranno libere, nelle loro tane, nel luogo dove le hanno catturate, si moltiplicheranno, pronte comparse per la festa del prossimo anno.

J.S.