I nostri sapori

L'amore per la terra e per la tradizione si riscopre anche sulla tavola delle genti della Val Giovenco.
La cucina della valle, soprattutto quella del recente passato, propone ricette semplici e ricche di gusto, esaltate dalla qualità degli ingredienti e dei piccoli segreti nascosti nelle mani delle nonne e tramandati di madre in figlia.

I piatti sono a base dei prodotti tipici della zona[1]: cereali, legumi (cece, cicerchie, lenticchie, fagioli e fave.), patate, insalata, pomodori zucchine ecc; Carne di animali allevati dai contadini: pecora (castrato, agnello), maiale, coniglio e pollo; Frutta locale di elevate caratteristiche gustative come: mele, pere, ciliegie, susine, noci e mandorle;  Mieli tipici, pappa reale, polline e propoli (Ortona dei Marsi città del miele - www.cittàdelmiele.it).

L'ambiente pedo-montano offre inoltre prodotti naturali che crescono spontanei come: fragole, more, corniolo, sorbo, prugne (pruna gialla), prugnolo, funghi, tartufi.
Inoltre in alcune aree della valle è possibile cacciare cinghiali, fagiani, ecc. ....
Senza dimenticare i vini di uva  o di mele (Sidro).

Chiunque può assaporare la cucina della Val Giovenco, oggi come una volta, visitando trattorie o ristoranti della zona che propongono piatti tipici.

La cucina

L'Abruzzo terra di pastori e di poeti, terra di cuochi illustri e creativi conosciuti in tutto il mondo, terra di genti forti e gentili. L'Abruzzo dei parchi, dalle aspre montagne, dai splendidi pascoli montani, dal "verde"mare,  terra di contadini e pescatori. Genti che amano la propria terra e vanno fieri dei frutti che ne ricavano, per citarne alcuni: lo Zafferano di Navelli, le ciliegie di Raiano, le castagne"roscetta" della Val Roveto, le carote e radicchio del Fucino, le lenticchia di S. Stefano di Sessanio, il pecorino di Farindola, l'aglio e i confetti di Sulmona ecc.

La cucina regionale e ricca di ricette e sapori tradizionali, la ricetta più nota è quella degli spaghetti alla chitarra.
Nella Val Giovenco è ancora possibile trovare i profumi e sapori genuini di una volta, anche a tavola.

 

Piatti legati alla cultura del territorio.

Bisegna:
Ortona: (le ricette potete trovarle sul sito http://digilander.libero.it/ortonadeimarsi)

Primi piatti

Segn' i cic', segn' i fascioj, frascarej, segn' stracciat' ch'iocchj d'rapa, Gnicchitt' bienc' i rusc chi fascioj.

 

Secondi piatti

Casc' i ova

Mar' (interiora di agnello compreso budelline e rete con: guanciale, salsiccia, uova, cipolla, aglio, prezzemolo, sale e pepe)

 

Dolci

Ciambllat', Ciambllitt', Fiatun', ferratele.

 

Pane

Parroz'

Casereccio (lievito, farina, acqua e patate)

 

Termini gastronomi dialettali: Casc' ( Formaggio ); Ciambllat' ( Ciambellato ); Ciambllitt ' ( Ciambelletti ); Cic' ( Ceci ); Fascioji ( fagioli ); Fiatun' ( Ravioli dolci con ripieno di ceci ); Frascarej ( pasta all'uovo sfrecata a mano ); Gncchitt' ( Gnocchetti ); Marr' (Marro); Occhj d'rapa, ( Cime di rapa, broccoletti ); ova ( uova ); Parrozz' ( antico pane ortonese ); segn' ( pasta all'uovo fatta in casa );

Le Ferratele

Ingredienti: sei uova, sei cucchiai di zucchero, Farina per dolci quanto basta, 1/2 bustina di lievito, 1 bicchiere (medio -piccolo) d'olio di semi, buccia di un limone grattugiata.

Versate le uova separate dal guscio in una ciotola e aggiungete lo zucchero. Sbattete le uova e lo zucchero con la frusta fino a quando il composto non diventerà spumoso. Aggiungete gradualmente tutti gli altri ingredienti, l'impasto ultimato deve risultare morbido (per rimescolare gli ingredienti può essere utilizzato anche un cucchiaio). Lasciate riposare l'impasto dieci minuti.

Prendete il ferro e mettetelo a scaldare sul piano di cottura della cucina. Aprite il ferro e inserite tra le piastre ½ cucchiaio di pasta, richiudetelo fatelo scaldare per pochi secondi, giratelo di 180° gradi, tenendolo sulla fiammella, dopo qualche secondo la ferratela sarà ben cotta. Toglietela dal ferro e continuare l'operazione.

Variante: se avete a disposizione un altro ferro con i rilievi meno accentuati, si può fare un impasto senza lievito, e di conseguenza la ferratelle saranno meno lievitata, cioè più dure, e adatte per farcirle a coppia con marmellata, nutella, miele, oppure con noci tritate amalgamate con il miele della Valle del Giovenco.