Monte Miglio

Caratteristiche

  • difficoltà: escursione facile;
  • dislivello: 600 metri circa;
  • tempo di salita: 2-3 ore;
  • durata complessiva: 5-6 ore;
  • segnaletica: assente.

Descrizione

Da  Ortona, è possibile:

  • lasciare l'auto sul piazzale alle porte della frazione di Santa Maria, percorrere il lungo e facile sentiero che porta alla statua della Madonna, sull'altopiano; da qui proseguire fino ad un magnifico esemplare di roverella centenaria ed all'inizio delle 's v o l t e' (le sbote);
  • oppure attraversare l'abitato, lasciare l'auto in mezzo ad un bosco di numerose e notevoli roverelle per risalire subito fino alle citate svolte.

Dalle svolte, in salita non faticosa, inizia il tratto comune e si  entra nella lunga valle che porta all' Alto della Cona incrociando il Vallone di Mezzana.
Da questo punto di nuovo sono possibili due percorsi alternativi senza sostanziali differenze di tempi.

Percorso 1:

Subito dopo il vallone, il sentiero sale verso Est prima in mezzo al bosco di  pino silvestre e di  faggio; poi, dopo il bosco, e sempre al fianco del Vallone arriva alla piana Bocca Mezzana, alle spalle  di Monte Mezzana: da questa piana prosegue verso Sud nella Bocca delle Campore sul Sentiero Italia - a strisce rosso-bianco-rosso - che costeggia dall'alto il profondo Vallone Onofrio, per arrivare alla cisterna di Santa Maria. (costruita negli anni cinquanta per costituire una riserva di acqua  con la fusione delle nevi ad uso "abbeverata" degli animali al pascolo).

Dalla cisterna,  senza sentiero, si arriva alla cima del Miglio salendo sul fianco destro (nord/est )- alt.  1711,32 m -.    

La discesa senza sentiero sul fianco Sud del monte porta alla "capanna Bernardo", piccolo rifugio per pastori degno di sistemazione; aggirata la capanna, di nuovo a Nord e dopo avere  sorpassata la cisterna si segue in discesa  il Sentiero Italia all'interno del vallone Onofrio prima in direzione Ovest in mezzo al bosco di faggio fino alla valle sottostante; al fondo, lasciato il sentiero Italia  che prosegue verso S. Sebastiano, di nuovo verso Nord e discesa fino  a Santa Maria.

Percorso 2:

Dopo le svolte, entrati nella lunga valle, si prosegue fino ad una ampia spianata; proseguendo a sinistra in direzione Est si percorre in salita il sentiero Italia, abbastanza tortuoso, nel cuore  del Vallone Onofrio  fino alla cisterna e, da questa, sulla cima.

La discesa verso sud è più lunga: dalla Capanna  Bernardo si scende nella ampia conca sottostante di Femmina Morta; si prosegue, seguendo il filo spinato del rimboschimento in territorio di Anversa, per le vallette di Prati dei Medici e di Campora delle Rose fino ad arrivare all'Alto della Cona.  Da qui, verso Nord, tutta discesa fino a Santa Maria ripercorrendo da un certo punto il percorso fatto in salita. Lungo questo percorso è ben visibile il lago di Scanno.

Questo percorso è di poco più lungo ma non più faticoso del precedente.

Osservazioni Naturalistiche

Dalla cima, con giro completo da nord ad ovest, si notano tutte le montagne più importanti d'Abruzzo:  dal Gran Sasso al Sirente ed al Velino; dopo la piana del Fucino ed uno  sfondo con le montagne del Lazio, il Monte Marsicano e la Camosciara, poi il Genzana e, ad est, la Maiella con il Monte Amaro.

  • doline: dalla cima si notano le numerose 'doline' sulle valli sottostanti di Femmina Morta e di Prati dei Medici ( le montagne abruzzesi hanno infatti la stessa natura delle Alpi e quindi sono ricche di fenomeni carsici).
  • Avifauna: poiana; cervo, capriolo, lepre, cinghiale, lupo; vipera. Cavalli allo stato semibrado.

Flora:

Alberi: alla partenza si attraversa per primo il piano della quercia; la varietà è la roverella - Quercus pubescens - la cui caratteristica è quella di far cadere le foglie secche solo a fine inverno. Segue il piano del faggio - fagus silvatica - e quindi quello di pino silvestre - Pinus silvestris -. In particolare nell'attraversamento del bosco a fianco del Vallone di Mezzana è possibile notare il contrasto tra il pino silvestre ed estese macchie di faggio.
Il pino, impiantato nel dopoguerra, sta per essere sostituito dal faggio in modo naturale: essendo questa ultima una specie autoctona recenti interventi dell'uomo stanno favorendo il suo sviluppo e riducendo invece la presenza  del pino.
Nella piana si passa accanto ad un boschetto di pioppo tremulo - populus tremulus -.
Si incontrano macchie arbustive di maggiociondolo - laburnum anagyroides - che porta fiori penduli di colore giallo oro: è però una pianta velenosa in tutte le sue parti.

Fiori: famiglie, specie e generi sono numerosi:  il periodo della fioritura è pertanto ampio.
Tra i fiori più rappresentativi si citano: la genziana - genziana verna -, subito dopo l'inverno; la giunchiglia - narcissus poeticus -, in maggio;  la genziana  maggiore - genziana lutea -, a seguire. Sono presenti in abbondanza le orchidee: la Dctyloriza sambucina, con le due varietà di colore diverso, la Orchis morio e la Orchis pallens. Recentemente sono stati trovati siti di fritillaria - Fritillaria tenella - e di Lilium bulbiferum.

Funghi: Nelle annate favorevoli numerose sono le specie di funghi che si possono raccogliere, a cominciare dal prataiolo.
Attenzione: dall'inizio del corrente anno è in vigore per la raccolta dei funghi una legge della Regione Abruzzo che impone, insieme a molte regole operative, il possesso di apposito patentino, rilasciato da una Associazione micologica riconosciuta, e di permesso del Sindaco.

A cura di Riccardo Maggi