Lo spettro corologico

NORDICHE ‑ Associate a microclimi freddi e nevosi, sono presenti con valori modesti (10‑30%) quasi ovunque.
I massimi (30‑40%) si registrano per le faggete mesofile, le praterie mesofi­le chiuse e gli arbusteti nani (comunità microterme).

ORIENTALI ‑ Associate ad un bioclima di tipo subconti­nentale centro‑europeo o steppico, sono presenti con valori con­siderevoli (20‑30%) quasi ovunque. Raggiungono valori massimi (40‑50%) nelle comunità boschive, negli arbusteti nani e nelle praterie di altitudine a Sesleria tenuifolia.

MEDITERRANEO‑MONTANE ‑ Associate al bioclima carat­teristico delle alte montagne mediterranee, sono poco abbondan­ti (5%). Valori considerevoli (10‑20%) si raggiungono solo nel caso delle praterie di altitudine a Sesleria tenuifolia e in quello della vegetazione rupicola (ove si ha il valore massimo).

MEDITERRANEE - Rappresentanti del bioclima schietta­mente mediterraneo con pronunciata aridità estiva, sono anch'esse poco abbondanti (0‑5%). Valori considerevoli (10%) si raggiungono solo nel caso delle praterie secondarie termo­xerofitiche e in quello dei querceti termofili.

OCCIDENTALI ‑ Scarseggiano nelle praterìe di altitudine (5%) salvo che in quelle a Festuca nigrescens, dove raggiungono un valore massimo (20%), così come in quelle secondarie termoxerofitiche (20%).
Presenti anche con valori bassi (10%) nei querceti, noccioleti, brecciai e ghiaioni.

CENTRALI ‑ Scarseggiano quasi ovunque (0‑5%), salvo che nel caso delle comunità boschìve, ove assumono valori di un certo rìlievo (20‑30%).

ENDEMICHE ‑ Espressione dell'isolamento e della peculia­rità biogeografica degli Appennini, sono presenti quasi ovunque con valori medi (10‑20%).
Nel caso dei boschi i valori scendono quasi a zero (0‑ 10%), mentre nelle comunità della tundra alpina, negli arbusteti nani termofili, neì brecciai e nei ghiaioni si rag­giungono valori molto elevati (30‑45%).

ESOTICHE - Frutto dell'attività antropica legata alle infrastrutture territoriali (strade, ferrovie, rimboschimenti, sbarramenti fluviali) sono ormai una costante del paesaggio; basti pensare all'Acacia e all'Ailanto utilizzati per stabilizzare le scarpate e, alle conifere impiantate a più riprese (LAMFOR, C.F.S.) con finalità varie.