La pera della Valle del Giovenco

Le  piante di pero, che vediamo in campagna fiorite di bianco o cariche di frutti negli anni ‘50-‘60 hanno avuto una grande diffusione e generato reddito per molte famiglie della Valle del Giovenco.

Per qualche decennio il pero è stato il frutto più coltivato in valle, poi è iniziato il declino dovuto essenzialmente all'abbandono delle campagne da parte dei contadini, alla difficoltà  di conservare e vendere il prodotto che deperisce rapidamente e all'affermazione di nuove varietà frutticole.
A deliziare i palati erano le Paccone, le Spadone, le Bottiglia (Curato) e la Spinacarpi (ottima anche da cuocere) e chissà quante altre.
Vecchi alberi abbandonati, carichi di frutti maturi, naturali, irraggiungibili, dal fascino irresistibile. Se ti accontenti puoi "sederti all'ombra delle  loro grandi chiome e aspettare a bocca aperta che qualche pera cada, come si sa, quando la pera è matura cade da sola" - Archeologia arborea- Isabella e Livio della Ragione.  Oppure si possono mangiare quelli caduti per terra semisfatti, o prendi un sasso, se lo trovi e lo scagli verso la chioma, come si faceva da ragazzi ......sperando di fare centro.

Lo sforzo quasi sempre viene ripagato dalla bontà del frutto caduto, anche se un po' "ammaccato".

" Co asenzj te?", " co asenzj te?"* il sapore è quello dei frutti "della nonna", il gusto dei profumi e sapori "d'na vota".

Il gusto è uno dei sensi più trascurati. A volte, quando siamo raffreddati "tut sa d'nent"** purtroppo come tanti prodotti che consumiamo.

Da alcuni anni il consumatore medio è molto più attento, non solo all'aspetto estetico dei frutti ma soprattutto alla qualità organolettica e nutrizionale, alla genuinità e salubrità che sono parametri basilari per la nostra salute.

Nella Val Giovenco, oggi, si trovano antiche[3] e nuove varietà di pere che si prestano bene alla coltivazione spontanea e sono buone e genuine.

Il pomologo Luigi Trentin, all'inizio del novecento, scriveva " fra le piante da frutto da tavola il pero merita senza dubbio il primo posto, sia per la bellezza dei frutti e pel loro sapore, come per le loro qualità igieniche e per le epoche svariatissime in cui le diverse varietà giungono a maturazione".

* Che sapore ha?

** Tutte le cose che mangi non hanno sapore.

*** le antiche varietà frutticole sono un patrimonio da salvaguardare, basti pensare che, solo cento anni fa le accessioni in Italia erano più di duemila, nel 2003 secondo una ricerca del prof. E. Bellini (università di Firenze) le varietà presenti in Italia sono circa un terzo, la perdita della ricchezza biologica riguarda tutte le varietà coltivate.