La Fitogeografia e le emergenze naturalistico-ambientali

II territorio della valle è incastonato tra la Valle subequana, la valle del Sagittario-Conca peligna  verso est, dall'alta valle del Sangro a sud e dalla Piana del Fucino ad ovest, nord-ovest.

E' attraversato dal corso del fiume Giovenco (declassato dal nuovo P.S.R. a torrente nella parte sorgentizia, dopo le notevoli captazioni della Ferriera e della Pulciara del secolo scorso) che si snoda per circa 25 Km dalle sorgenti di Creta Rossa in agro del Comune di Gioia dei Marsi, ai piedi  del complesso orografico Morrone del Diavolo-Pietra Gentile, fino alla strettoia di Pescina ed alla confluenza con il sistema idraulico della Piana del Fucino.

Fa, pertanto, parte del grande Bacino idrografico del Liri-Garigliano di cui rappresenta il sub-bacino ovest, costituito dall'alveo del Fucino prosciugato dal principe Torlonia e dall'antico immissario del lago, il fiume Giovenco che, dopo dopo l'immissione nel reticolo della bonifica integrale di fine ‘800, va a versare le proprie acque nell'alto corso del Liri attraverso ilcollettore dell'Incile.

Oltre al solco vallivo vero e proprio, all'altezza della frazione S. Maria di Ortona dei Marsi (l'antica Vado Albonis), la valle si biforca, con un lungo diverticolo pensile rispetto all'alveo fluviale, intorno ai 1250-1550 m, che va ad incrociare  il pianoro di Fonte Appia di Bisegna, per poi risalire a Terraegna ai piedi dell'acrocoro Terratta-Marsicano.

Tra il solco vallivo e questa valle parallela in quota si aprono alcune profonde forre con falesie dirupate caratterizzate da una vegetazione rupicola di un certo interesse.

Potremmo definire questa porzione di territorio "Le Terre Alte della valle del Giovenco", come suggerisce il "toponimo Terraegna" presente sia a Bisegna che a Pescasseroli, paese anch'esso ricompreso, perciò, nel comprensorio della alta valle.

Sul versante subequano, la displuviale è caratterizzata da 2 brulle vallecole di media-alta quota parallele all'asta fluviale, denominate Fosso Palancaro e Vallone S. Giorgio-Campo Castino, caratterizzate da una prateria xerofila insediata su campi carreggiati e doline carsiche.

La peculiare geomorfologia della valle, l'esposizione, la clivometria, la meteorologia e la relativa copertura vegetale, ne determina la diversità di habitat e dei conseguenti popolamenti animali.

In buona sostanza sono riscontrabili tutti gli animali più rappresentativi dell'area centrale del Parco nazionale, con sporadiche frequentazioni anche da parte dello schivo camoscio negli anfiteatri glaciali della catena Terratta-Argatone; una biodiversità di tutto rilievo.

Le popolazioni attuali sia animali che vegetali, sono frutto sia di presenze ataviche e continuative, sia di reintroduzioni mirate al riequilibrio paesaggistico-ambientale ed alla ricostituzione delle Reti alimentari, sia di ripopolamenti per fini venatori e di pesca sportiva.

In effetti, il regime pluviometrico è molto articolato in considerazione della presenza di barriere orografiche in grado di opporsi ai venti dominanti sia del versante adriatico che di quello tirrenico, trovandosi la valle quasi a metà strada tra i 2 mari.

Infatti la presenza della vegetazione peri-fluviale, i campi coltivati, le parasteppe, i residui di fasce boscate sub-montane a querceto termofilo, la faggeta, i rimboschimenti a conifere endemiche (Pinus nigra V.B.) e non (Picea excelsa L. e Cedrus sp.), gli arbusteti ed i pascoli d'altitudine, sia di conche intermontane che di rupe-brecciaio, offrono una rilevante presenza di nicchie multidimensionali per una discreta varietà di mammiferi, insetti, uccelli, sauri e rettili.

A causa della clivometria, pur rimanendo nell'ambito del clima temperato, la valle con il suo bacino imbrifero presenta caratteristiche peculiari, ascrivibili a 2 differenti "Regioni climatiche", ed evidenzia spiccate differenze geopedologiche e vegetazionali.

La bassa valle, (comuni di Ortona dei Marsi e Pescina) rientra nella regione mesaxerica in cui la curva termica si presenta sempre positiva pur con possibilità di gelate, le curve termica ed ombrica non si intersecano mai nei periodi invernali mentre è possibili che ciò avvenga nei periodi estivi, (le precipitazioni annue oscillano tra ì 700 mm ed i 1000 mm).

L'alta valle, (comuni di Bisegna, Gioia dei Marsi e in piccola parte Pescasseroli), appartiene alla regione axerica fredda di tipo temperato in cui la curva termica diventa negativa per non più di tre o quattro mesi ed è in ogni stagione inferiore alla curva ombrica, non si hanno cioè periodi xerici e la piovosità supera i 1000 mm annui.

Questo semplice inquadramento geografico evidenzia immediatamente le differenze floristico­-vegetazíonali dell'alta valle con quelle della bassa.

Per una migliore comprensione della dinamica dei popolamenti vegetali dell'intero territorio è opportuno precisare alcune caratteristiche sostanziali degli aspetti fitogeografici:

  • a) la forma e le dimensioni delle essenze vegetali, ovvero il loro "Spettro biologico",
  • b) la derivazione spaziale delle varie tipologie di piante o "Spettro corologico".