L’olivo nella Valle del Giovenco

Dopo il definitivo prosciugamento del lago Fucino (1875) il clima della zona è immancabilmente cambiato. La presenza di una discreta massa d'acqua garantiva una escursione termica ( sia diurna che stagionale) poco consistente e le temperature non raggiungevano valori molto bassi, per cui anche la vegetazione era diversa da quella attuale.

Il clima di Fucino, oggi, è di tipo  continentale, caratterizzato da elevate escursioni termiche e bassi valori di precipitazioni.

Le piogge, mediamente 730 mm. annui, sono concentrate nei mesi invernali - autunnali e primaverili determinando un'alternanza di un periodo di siccità estiva ad un periodo di massima piovosità. Inoltre la tendenza attuale sembra essere quella verso una crescente aridità, suffragata dall'osservazione che nell'ultimo trentennio le piogge sono mediamente diminuite di 82 mm. annui.

Le temperature fanno registrare notevoli differenze tra quelle del mese più freddo, gennaio, e quelle del mese più caldo, agosto.

Per circa otto mesi l'anno le minime possono raggiungere valori negativi che determinano forti gelate.

Un'altra caratteristica del clima fucense attuale è la presenza di nebbia che ristagna nelle zone più basse, determinando valori di temperature assoluti di molto sotto lo zero.

Le mutate condizioni climatiche stanno selezionando un tipo di flora che si adatta sempre di più alle condizioni di freddo invernale e siccità estiva. Le specie mediterranee, ampiamente rappresentate quando la presenza del lago mitigava il clima, sono ancora presenti, ma con popolamenti relegati nelle zone più protette e con esposizione sud, sud-ovest.

Una pianta che un tempo viveva senza problemi nel Fucino è l'olivo. In alcune aree, al bordo della piana, è ancora presente e lo stato in cui vegeta testimonia lo sforzo che ha dovuto fare per adattarsi a condizioni che non gli sono congeniali: si notano tronchi morti il cui diametro supera anche 30 cm e alla base dei quali spuntano molteplici polloni a indicare che per molto tempo le condizioni hanno permesso a queste piante di vivere senza problemi raggiungendo età notevoli, ma che i sopravvenuti geli, dopo il prosciugamento, le hanno uccise; esse hanno potuto continuare ad esistere, seppur stentatamente, con i nuovi getti che sono riusciti ad adattarsi ai freddi inverni.

Anche la valle del Giovenco, che sbocca nella piana del Fucino nei pressi di Pescina, doveva godere di un clima meno rigido e quindi anche qui poteva vivere l'olivo. Infatti, dopo una attenta ricognizione, è stato individuato un piccolo popolamento lungo la strada che da Pescina porta all'autostrada. Le piante fruttificano ancora ed hanno un portamento arbustivo con i resti del vecchio tronco secco.

Lungo la strada che costeggia il fiume Giovenco, salendo verso Ortona dei Marsi, è stato rinvenuto un piccolo arbusto che, presumibilmente, in quest'area rappresenta l'esemplare spontaneo presente a maggior  quota.

Durante la ricerca  degli olivi relittuali è possibile incontrare anche altre specie mediterranee presenti ancora nel comprensorio. In particolare nella Valle del Giovenco è presente una discreta distribuzione di Phlomis fruticosa, un notevole elemento termofilo dell'area fucense, i cui popolamenti rappresentano le stazioni più settentrionali dell'areale italiano della specie. La sua presenza nella conca fucense è spiegata ( come sottolinea G.Pirone in "Micologia e vegetazione mediterranea" - 1995 ) dalla sinergia di vari fattori: la presenza del lago, la posizione geografica della conca, l'esposizione dei versanti e la loro litologia ( calcari idrovori e accumulatori termici ), favorevoli alle specie termofile.

Alla Phlomis si associano frequentemente Sideritis italica , Satureja montana  , Helichrysum italicum  , Hyssopus officinalis  ed altre specie termofile facilmente rintracciabili sui pendi delle montagne che costeggiano il fiume Giovenco.

 A cura di Lia Silvagni