Storia della valle del giovenco

La Valle del Giovenco trae il suo nome dal fiume omonimo che la percorre. Il Giovenco è un fiume che nasce nel Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, nel territorio del comune di Bisegna, ed è alimentato in gran parte dalle sorgenti de " La Ferriera ", che sgorgano dalle rocce sotto l'abitato di San Sebastiano dei Marsi; esso percorre tutta la valle fino a Pescina e riversa le sue acque nel Fucino, di cui è stato unico affluente quando era un lago.

La Valle, molto fertile e con clima mite, per la vicinanza delle acque del Fucino, era popolata fin dall'età della pietra difatti, pietre lavorate, risalenti al Neolitico, sono state trovate da amatori nella campagna delle frazioni di Ortona, Carrito, Cesoli e Rivoli. Ancora più numerosi sono stati i ritrovamenti di oggetti appartenenti all'" età del ferro ": lance, attrezzi agricoli, ceramiche, tombe ad inumazione... Si può dire che nel lungo periodo storico che va dal IX al V secolo a. C. tutta la Marsica, di cui fa parte la Valle del Giovenco, era popolata da un gruppo etnico ben definito.

Una testimonianza significativa di questa presenza sono gli Oppida, vale a dire centri fortificati, costruiti sulle alture che delimitano la Valle stessa e che servivano ad assicurare le comunicazioni con e tra i maggiori centri abitati situati più in basso. Uno di tali oppida, di rilevante importanza strategica, è stato localizzato nel territorio di Ortona dei Marsi, precisamente, nelle contrade di Casej, Rivoli e Colle Cavallo: si tratta della fortezza militare di Milionia. Verso la fine della guerra sannitica (294 a.C.), proprio nella città - fortezza di Milionia i Sanniti, alleati con i Marsi, avevano cercato di contrastare l'esercito romano; dopo una strenua resistenza la fortezza venne espugnata dal Console Lucio Postumio Megello e con la sua caduta la storia di Milionia finì e la Marsica venne definitivamente assoggettata al dominio del popolo romano.