Carrito - Santuario Madonna della pietÓ

santuario

Carrito, frazione del Comune di Ortona Dei Marsi, è sede di scalo ferroviario della linea Roma-Pescara tale da essere ufficialmente denominato "Stazione Nord del Parco Nazionale".
La linea ferroviaria divide il paese in due, una parte, semplicemente chiamata alta, si estende lungo un rilievo roccioso in modo che le case poste più in alto sono a circa 1000 metri d'altitudine.
Rappresenta il nucleo originario del centro abitato con storia e tradizioni più antiche.
L'altra, con origini più recenti e sviluppo quasi pianeggiante si estende a valle della linea ferroviaria.

Fattori urbanistici, storici e sociali hanno determinato lo sviluppo di un tessuto urbano disaggregato tale che si possono individuare distintamente realtà rionali, quali "il Cassino (ove era anticamente la chiesa dedicata a S.Pasquale), la Verminesca, Le Casala e Fonte di Sale".

Diventeremo sicuramente noiosi esporre con meticolosità tutta la storia di questo paese, poiché, come testimoniano reperti trovati in zona, dovremo partire sicuramente da quel periodo storico denominato Paleolitico o ancor prima.
Il nostro scopo è di rendere al visitatore, poiché tale, un'immagine o meglio una cartolina del paese, quasi un invito a scoprire di persona le caratteristiche del luogo.
Non possiamo quindi evitare in questo contesto descrivere l'importanza spirituale e culturale che rappresenta il " Santuario della Madonna della Pietà".
Il Santuario è situato nella parte alta di Carrito ed è facilmente raggiungibile, a prescindere dalla strada in salita, indifferentemente dal mezzo di locomozione. La costruzione del Santuario risale agli inizi del ‘600; è stato oggetto nel corso dei secoli scorsi di vari interventi di ristrutturazione, non ultimo quello del 1998, forse il più importante ed impegnativo, con il quale è stata posta in pristino l'intera facciata.
Il Santuario è aperto ai visitatori tutti i giorni dell'anno, salvo nel periodo invernale per condizioni meteorologiche avverse.

Lungo il tragitto a circa metà percorso si può sostare ed eventualmente trarre beneficio dalle acque che sgorgano dalla fontana dell'omonima piazza, conosciuta soprattutto per essere il luogo ove si svolge, nel mese d'agosto, una rinomata sagra dedicata al tartufo locale.
Proseguendo nella visita non è da meno la più moderna chiesa dedicata al patrono S.Nicola di Bari, costruita nel 1965 all'ingresso del paese ed immersa in un lussureggiante parco di conifere.

A poche centinaia di metri, lungo la strada che porta al centro abitato di Castiglione, altra frazione del Comune, immersa nel verde dei salici e pioppi si trova " Fonte di Sale". Fontana le cui acque, come si evince dal nome stesso hanno proprietà salutari. Utilizzata fin dal 300' a.C. tant'è che gli abitanti della vicina città di " Milionia" avevano costruito una condotta per l'approvvigionamento idrico della stessa.

Fonte Majora

fonte

Una delle più belle escursioni da intraprendere è quella che riguarda il tragitto di circa tre Km, che porta fino alla località denominata "Fonte Majora".
Il percorso, naturalmente da fare a piedi, inizia dal rione " Verminesca" della frazione di Carrito e prosegue, lasciandosi alle spalle la linea ferroviaria, lungo una stretta ma comoda strada in terra battuta, verso una lussureggiante valle.
Il tragitto dapprima pianeggiante diventa gradualmente erto e la strada viene accompagnata da una fitta vegetazione e da secolari piante di roverella. In questo contesto, adottando un rispettoso comportamento, non diventa improbabile imbattersi od osservare a distanza la fauna tipica locale quali ungulati piccoli e grandi e splendidi esemplari di rapaci.
A circa metà percorso ai più attenti, lungo la strada, non è difficile intravedere i resti dell'antico monastero dedicato a S.Tommaso abbandonati nel XIII Secolo, come altri nella zona, probabilmente per mancanza di risorse gestionali ed umane e non da meno a causa del brigantaggio.

Proseguendo oltre, dove la valle è meno ampia e la flora lascia spazio alla nuda roccia, sotto l'ombra d'alti pioppi e ramiferi salici si presta alla vista la fonte, denominata " majora" per essere, tra le altre del posto, quella con maggiore e gradito efflusso.
Infatti, i nostri predecessori romani non si sbagliavano affatto; le analisi eseguite sulle acque che ivi sgorgano ne hanno confermato le proprietà salutari.
L'acqua, il verde, la roccia ed il silenzio incontaminato rendono tutto il paesaggio di una rara bellezza, tale che esso è meta ricorrente di escursionisti e sede, nel periodo primaverile-estivo, di campi scout

 A cura di Remo de Matteis

Articolo gentilmente concesso dal sito: www.comune.ortona.aq.it