Campi incolti e antiche varietà

Nella Valle del Giovenco "l'arte" di coltivare  le piante da frutta  è un'antica pratica, una tradizione che nel passato, si è tramandata di generazione in generazione, in un agro-ecosistema  particolarmente  adatto alle coltivazioni arboree montane.

Gli alberi da frutta sono dislocati  lungo la valle, in una fascia altimetrica compresa tra gli 800/1100m slm. La valle è da sempre famosa per la qualità delle sue mele, la cui bontà è favorita dal  clima asciutto, da una forte intensità e qualità di radiazione solare, dall'escursione termica diurna/notturna, da copiose rugiade, da un'ottima impollinazione, da venti di brezza serali e, mattutini che asciugano i frutti. L'emigrazione e il frazionamento eccessivo dei terreni ha  permesso lo sviluppo di una "frutticoltura famigliare" che si è diffusa nella valle, dall'inizio del secolo scorso. Le piante da frutto venivano coltivate quasi naturalmente con forma a volume a fusto medio- alto, per consentire la coltivazione contemporanea di cereali, legumi e/o foraggi.Ogni contadino aveva  le varietà  "chiù bon" e ne andava geloso, varietà locali o provenienti da luoghi lontani di emigrazione e dalle valli vicine, un patrimonio straordinario di biodiversita'.Il lento abbandono dei campi ha lasciato queste piante, alcune delle quali secolari, in uno stato di abbandono; questo patrimonio genetico locale, frutto della passione e del lavoro dei nostri contadini, va salvaguardato. Scopo di questo progetto è la ricerca, la selezione, la conservazione e la  valorizzazione delle varietà autoctone e "antiche" presenti nella valle, con interesse rinnovato verso le varietà  resistenti alle fitopatie, che danno buoni frutti, a lunga conservazione naturale. Lungo questo percorso fatto di colori , profumi, e sapori "d'na vota" riscopriremo le antiche varietà, senza trascurare  le nuove.