Benvenuti nella Valle del Giovenco

Questo peculiare angolo di natura, caratterizzato dall'intervento millenario dell'uomo con attività agro-silvo-pastorali,  rischia di andare perduto a causa della spopolamento e dell'esodo patologico protrattosi per tutto lo scorso secolo.

Con la recente entrata, di una parte della valle, nel perimetro del P.N.A.L.M. e la vicinanza con il Parco regionale Sirente-Velino, si è riaperto un interessante spiraglio per invertire questa negativa tendenza.

L'area collega fisicamente i 2 parchi, rappresentando un prezioso "corridoio ecologico", oggetto di studio e monitoraggio da parte delle istituzioni che stanno lavorando per la realizzazione delle Rete ecologica nazionale collegata al progetto U.E. "Natura 2000".

Questo territorio cuscinetto tra le 2 delle realtà naturalistiche abruzzesi, è attraversato dal fiume Giovenco, con acque di I Categoria tra le più pregiate della regione, ammantato da una vegetazione magnifica nell'alto corso del fiume, con boschi di faggio e querce, popolati da animali selvatici unici, come l'orso Bruno marsicano ed il Camoscio d'Abruzzo (PNALM).

L'aria incontaminata, le acque pulite, una terra non maltrattata da impatti antropici pesanti, i caratteristici borghi medioevali scampati alla distruzione del terremoto e del II conflitto mondiale, ne fanno un paesaggio agrario che sa di antico, dove l'agricoltura industrializzata ha fatto, solo, capolino, senza stravolgere le pratiche agronomiche e le tecniche colturali tradizionali.

Anche la popolazione è singolare, provenendo da una serie di migrazioni di genti balcaniche, avvenuta a più riprese, in epoca rinascimentale che, ne caratterizzano usi, costumi, religiosità e tradizioni etnico-culturali.

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