Aschi

Aschi è la frazione del comune con maggiore densità di abitanti.
Si trova ad Est del territorio comunale, posta all'ingresso di un'ampia valle ed a circa 1130 m slm.

L'etimo originario di Aschi era "Asylum", in seguito trasformatosi per derivazione fonetica in Ascilum, poiché il popolo marso aveva stabilito in queste contrade una dimora finalizzata all'accrescimento e militarizzazione della giovane popolazione.

A ridosso dell'attuale paese, sulla cima del monte Civitella, è ancora oggi possibile decifrare tratti di mura all'interno delle quali erano addestrati i giovani militari. Il territorio ospitava, nel versante a fronte del lago Fucino e favoriti dal particolare microclima, anche altri insediamenti i quali con la dominazione romana finirono per essere abbandonati. Sui ruderi di queste agglomerazioni urbane, i pochi che scelsero di rimanere, votati alla religione cristiana, eressero varie chiese. Nel tempo circostanze storiche e sociali resero a quegli abitanti la consapevolezza che essere raggruppati significava maggiore sicurezza e pertanto si riunirono all'agglomerato urbano di Aschi.

Il periodo medioevale di questo centro è stato certamente meno travagliato di altri del Comune, causa un'economia agreste-pastorale più favorevole e redditizia, testimoniata nel tempo dal continuo aumento demografico.

Purtroppo il terremoto che, il 13 gennaio del 1915, colpì l'intera Marsica sconvolse e mandò in rovina il paese.
Le vittime furono oltre settecento, la chiesa parrocchiale dedicata a San Salvatore e la maggior parte delle case andarono in rovina.
L'abitato, così come lo vediamo adesso, fu ricostruito ai piedi del colle dove era insediato l'originario.
Le esigenze moderne hanno determinato la schematizzazione del tessuto urbano ed un sorprendente sviluppo dello stesso verso la più comoda zona pianeggiante.

L'unicità caratteriale e l'attaccamento viscerale hanno riproposto, a differenza delle altre frazioni e nonostante la posizione non certamente favorevole, se non un accrescimento, un assetto demografico stabile.

Dintorni

Gli itinerari escursionistici di maggiore interesse che si possono intraprendere, partendo dal centro urbano, sono due. Uno con direzione est ed ha come meta il borgo abbandonato di Sperone.
Il secondo verso Ovest, ossia verso la valle che confluisce sulla piana del Fucino, con maggiori interessi storici.
Entrambi sono attuabili per la maggior parte con l'ausilio della macchina la quale, com'è da immaginare, non permette uno sguardo attento e riflessivo su quanto s'incontra o si può ammirare lungo il tragitto.
Come abbiamo accennato, partendo dal centro abitato di Aschi e volgendo lo sguardo ad Est si sviluppa davanti ai nostri occhi una strada con carreggiata ghiaiosa e leggermente in salita. Il silenzio e la natura incontaminata ci fanno da guida fino ad incontrare lungo la strada la sorgente di "Fonte Davina" dove l'area attrezzata a Pic-nic da la possibilità di un breve riposo.
Proseguendo, la strada si fa più erta, a circa un km, immettendoci nel territorio del Comune di Gioia Dei Marsi, si presta ai nostri occhi la vecchia torre ed il borgo di Sperone, ormai abbandonato da anni. Il fascino spettrale del paese, il silenzio mistico, convivono e si elevano dal sottostante panorama della piana del Fucino.
L'altra escursione è prettamente storica e si può quindi intraprendere con la macchina.
Partendo dal centro urbano si percorre la vecchia strada per Pescina, la quale per un buon tratto è comoda ed asfaltata.
Quasi alla fine della strada asfaltata a sinistra si osserva una fontana detta di S.Maria dal nome della chiesa, distrutta intorno l'anno 1000 e dedicata a S.Maria Valle Verde i cui resti si possono ammirare a ridosso della stessa fontana. Da detta fontana percorrendo sul lato destro una strada sterrata si può raggiungere la cima del monte denominato " Civitella", sede, come già accennato, di un centro per l'addestramento alle armi dei giovani romani . Da questo versante e proseguendo lungo il crinale della montagna si ammira tutta la valle del Giovenco con i suoi centri urbani. Ripartendo dalla fontana di S.Maria non possiamo tralasciare di ammirare altre testimonianze storiche, infatti, a circa un Km si trovano i resti di antiche tombe risalenti al II°, III° sec. a.C. e più a valle i resti della fortezza e poi chiesa di S.Nicola.

 A cura di Remo de Matteis

Articolo gentilmente concesso dal sito: www.comune.ortona.aq.it